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May 14 UN GRANDE GUERRIERO *Geronimo*Tatanka Iyotanka TORO SEDUTO Tatanka I'yotanka Nato nel 1837 a Grand River Morto 15.12.1890 a Standing Rock Toro Seduto era figlio di Four Horses, un capo di secondo piano nella tribù Hunkpapa'. In gioventù il suo nome era Hakada o Jumping Badger (Tasso che salta), ma quando a soli dieci anni riuscì ad abbattere durante una caccia un giovane bisonte con una freccia e gli fu quindi dato il nome Buffalo Bull Sitting Down, per ricordare l'episodio di caccia. A quattordici anni prese parte a una battaglia contro i Corvi, in cui si distinse come guerriero. In ogni caso non divenne famoso per il suo coraggio in guerra o per atti eroici, ma piuttosto per le sue capacità tattiche e organizzative nell'insurrezione contro gli Americani di cui sarebbe diventato il nemico più accanito e pericoloso. Si conosce abbastanza bene la vita di Toro Seduto perché la illustrò personalmente con la scrittura pittorica. Per farlo utilizzò un libro di ordinanza del 31° Reggimento di fanteria che, più tardi, gli fu rubato e finì nelle mani della guarnigione di Fort Buford. Dalle sue illustrazioni si deduce che fino al 1870 aveva preso parte a sessantatré battaglie contro i nemici storici, in particolare i Corvi, e contro gli invasori bianchi. Più tardi era diventato un allevatore di cavalli di successo e, nel 1861, fu nominato stregone degli Hunkpapa. Veniva interpellato in molte occasioni, anche politiche, tanto che intorno a lui si formò un vero e proprio punto di incontro di tutti i Sioux scontenti. Toro Seduto covava un profondo odio nei confronti degli Americani e si rifiutava di usare la lingua inglese. Aveva invece molta stima dei Franco-Canadesi, pare addirittura che si sia fatto battezzare da Padre de Smet, un gesuita belga. Nel 1863 fece visita ai Santee nella loro riserva inospitale a Crow Creek. Ciò che vide rafforzò la sua posizione di inimicizia senza compromessi per gli agenti americani, gli speculatori e i coloni. Da allora combattè con ogni mezzo con i soldati che, a dispetto di promesse e trattati, sempre più spesso e sempre più numerosi penetravano nel territorio dei Sioux. Le capacità di combattente di Toro Seduto, per primo il coraggio, furono spesso messe in dubbio e vi furono cento comandanti e capi che in questo lo superarono. Si deve però credere che sia stato un combattente leale e che non abbia mai ucciso ne donne, ne bambini. Toro Seduto era un uomo forte, un po' tarchiato, con un viso intenso, pelle piuttosto chiara e capelli castani, una rarità tra gli indiani, che portava legati in due grandi trecce. Il suo viso pieno di cicatrici è certamente una tra i più interessanti volti indiani e certamente il più conosciuto. Rispecchia tutte le qualità tipiche di Toro Seduto: intelligenza, fermezza di carattere, durezza e perspicacia. Era un politico puro sangue nel senso più autentico della parola e aveva il dono di affascinare chi gli stava vicino e di saper trovare gli uomini più adatti per ogni incarico e di raccoglierli attorno a sé, come ad esempio Cavallo Pazzo. Come oratore aveva una grande forza di persuasione che non dipendeva solo dal modo di parlare, ma anche per le sue argomentazioni chiare e convincenti. Qual è il trattato che i bianchi hanno rispettato e gli Indiani hanno rotto? Nessuno. Quale trattato stipulato con noi dall'uomo bianco è mai stato rispettato? Nessuno. Quand'ero ragazzo la terra apparteneva ai Sioux, il sole sorgeva e tramontava nel loro paese, potevano mandare in battaglia diecimila guerrieri a cavallo! Dove sono ora quei guerrieri? Chi li ha uccisi? Dov'è la nostra terra? A chi appartiene ora? Quale bianco può sostenere che io gli abbia mai rubato terra o anche un solo penny che gli appartenessero? Eppure mi accusano di essere un ladro! Ho mai preso una donna prigioniera, ne ho mai molestata una? Mai, eppure sostengono che sono un indiano cattivo...Quale legge ho mai infranto? Non è forse giusto che io difenda il mio diritto alla vita? Forse non è lecito perché ho la pelle rossa, perché sono un Sioux, perché sono nato dove hanno vissuto i miei antenati, perché sarei disposto a sacrificare la mia vita per il mio popolo e per il mio paese? Dopo la firma del trattato del 1868, Nuvola Rossa fu più o meno assente dalla vita politica dei Sioux. Al suo posto erano arrivati Toro Seduto e Cavallo Pazzo; entrambi si erano rifiutati di sottoscrivere quel foglio "zeppo di menzogne", perché fondamentalmente non credevano agli accordi degli Americani. I fatti diedero loro ragione perché, già nel febbraio 1869, il trattato fu violato con un decreto del ministro della guerra con il quale si vietava agli indiani di cacciare fuori dal loro territorio, altrimenti sarebbero stati considerati nemici. Nel 1874, il generale Sheridan mandò una spedizione militare esplorativa con il pretesto di procurarsi precisi chiarimenti sul percorso dei Sioux nei loro spostamenti. Vi presero parte, per occultare il vero scopo, esperti in geologia e mineralogia: si sarebbero cercate risorse del sottosuolo nelle montagne sacre dei Sioux. A capo della spedizione fu messo il luogotenente George Armstrong Custer, il generale della guerra civile noto per la sua famigerata crudeltà e la sua esagerata ambizione, il cui nome è indissolubilmente legato alla più grande sconfitta subita dall'esercito americano nel XIX secolo. II risultato di questo atto che ancora una volta violava il trattato di Fort Laramie, fu riportato in articoli di giornale dal tono entusiastico: "Miniere d'oro nelle Black Hills". Scoppiò subito un'incontenibile febbre dell'oro: avventurieri e cercatori d'oro giunsero a frotte nelle zona delle Black Hill, ma, con grande delusione di tutti, il generale Sheridan proibì l'ingresso nel territorio dei Sioux e fece sequestrare le attrezzature. Mentre Nuvola Rossa e il capo dei Brulé, Coda Maculata, avevano fiducia nel trattato di Fort Laramie e sulle garanzie del presidente, Toro Seduto vedeva la situazione in modo molto più realistico: Le Paha sapa' appartengono ai Sioux, oggi e sempre. Se i bianchi tenteranno di prendercele, combatteremo! Per il momento non fecero ancora nulla anche quando una commissione del governo americano, nel 1875, cercò per mesi risorse minerarie del sottosuolo nelle Black Hills e confermò i risultati della spedizione di Custer. In settembre ebbero luogo i primi colloqui tra la commissione governativa e una delegazione di Sioux, Cheyenne del Nord e Arapaho per l'acquisto delle Black Hills. Visto che le trattative non davano risultato alcuno, il governo americano si tolse la maschera: tolse le truppe dal confine indiano e lasciò entrare migliaia di cercatori d'oro nella regione delle Black Hills. Spuntarono come funghi accampamenti di cercatori d'oro, ma però fu una ulteriore provocazione a far scoppiare l'attesa guerra. Gli indiani, a causa dell'inverno molto rigido, erano costretti ad uscire dal territorio e ad andare a cacciare nella zona del fiume Powder. Il trattato assicurava loro questo diritto, ma il Ministro per gli Interni Chandler, il 5 dicembre 1875, pose un ultimatum agli indiani che si trovavano fuori dalla riserva: entro il 31 dicembre al più tardi avrebbero dovuto rientrare, altrimenti sarebbero stati considerati nemici. Questo ultimatum, assolutamente insensato, non potè, ovviamente, essere comunicato correttamente per cui, il 1 ° febbraio, venne dichiarata guerra agli indiani. A questo punto anche Toro Seduto esortò alla guerra e, col suo linguaggio vigoroso e colorito, seppe spiegare il perché alla sua gente e allo stesso tempo infondere loro coraggio; Guardate, fratelli, è arrivata la primavera! La terra riceve l'abbraccio del sole e presto vedremo i frutti di questo amore. Ogni seme si risveglia e tutti gli animali ricominciano a vivere. Anche la nostra vita viene da questa forza misteriosa e quindi accordiamo ai nostri vicini, persino agli animali dei dintorni, il diritto di vivere nel nostro paese. Ma ora ascoltatemi, gente! Ora abbiamo a che fare con qualcosa di diverso: una gente, tanto fragile e piccola quando i nostri padri la incontrarono per la prima volta, è ora cresciuta e avanza pretese. Hanno particolare disposizione per l'agricoltura e la loro gioia per il possesso è per loro una vera mania. Questa gente si è posta molte leggi che i ricchi possono infrangere e i poveri no. Mettono tasse ai poveri e ai deboli per mantenere i ricchi e il governo. Da noi pretendono nostra madre, la terra, e si definiscono nostri vicini. Solo sette anni fa abbiamo sottoscritto un trattato in cui ci veniva assicurato che il paese dei bufali avrebbe dovuto essere nostro per sempre; ora minacciano di togliercelo. Fratelli dobbiamo arrenderci o dire loro: dovrete uccidermi prima di impossessarvi della mia patria! Toro Seduto si era stabilito in Canada con la sua gente nei pressi delle Wood Mountains. Il governo inglese aveva concesso loro il permesso, purché in ogni caso rispettassero le leggi della regina. In seguito il governo inglese si rivolse più volte a quello americano per spingerlo a riprendersi i Sioux. Nell'autunno 1878 fu istituita una commissione che si riunì a Forte Walsh in Canada. Il governatore Terry, che prese parte alla riunione da parte americana, si mostrò molto disponibile e assicurò ai Sioux un'accoglienza benevola e abbondanti provviste di viveri, se avessero consegnato fucili e cavalli. Toro Seduto, presente con altri venti capi di secondo piano, rifiutò fieramente l'offerta di Terry. Ancora una volta il governo americano aveva dimostrato la propria incapacità nel trattare con gli indiani. In Canada invece gli Inglesi avevano trovato, con il tempo, un modo di comportarsi con gli indiani onesto e corretto, ma certo non avevano l'intenzione e la possibilità di risolvere i problemi indiani degli Stati Uniti. Negli anni seguenti la situazione alimentare dei Sioux in Canada divenne sempre più critica, vi erano sempre meno bisonti, ed erano costretti ad andare a caccia in territori molto vasti per procurarsi la carne necessaria. Sappiamo che i bisonti dall'altra parte del confine sono destinati a sparire. Perché? La terra là è avvelenata dal sangue, un veleno che stermina i bufali o li allontana. Vai nella tua terra! Osserva le migliaia di bufali morti che si decompongono nella prateria e che i vostri giovani hanno ucciso per divertimento! Nel luglio del 1881, Toro Seduto dovette subire la più grande umiliazione della sua vita: lasciò il Canada e si arrese a Fort Buford, nel Missouri. Vi consegno questo mio fucile per mezzo di mio figlio. Spero che almeno lui impari a vivere come i bianchi. Vorrei che si ricordasse che sono stato l'ultimo a consegnare il fucile e l'ho fatto oggi. Se avete qualcosa da dirmi, fatelo ora, poiché non voglio rimanere all'oscuro ancora a lungo. Ho mandato, di tanto in tanto, messaggi, ma non è mai successo nulla di nuovo. Gli altri capi. Re Corvo e Fiele, non volevano che venissi, anche da toro non ho ricevuto buone notizie. Ora spero solo che mi sia concesso di stabilirmi da questa o dall'altra parte della frontiera. Vorrei continuare a fare la mia vecchia vita di cacciatore e vorrei poter commerciare da una parte o dall'altra parte del confine e non vorrei essere costretto a rinunciare. Desidero che il mio popolo possa vivere in una riserva sul Little Missouri. Alcune famiglie rimarranno nella zona delle Wood Mountains e tra le Wood Mountains e Qu'Appelle. Conosco molta gente tra gli Yankton a Poplar Creek e mi piacerebbe che questi e tutti quelli che vivono nella riserva di Standing Rock, venissero nella mia riserva. Il colonnello William Brown, un giovane ufficiale, raccontò poi: Toro Seduto dava la sensazione di essere un uomo malato. Il suo volto era segnato dalla fame e dalle preoccupazioni. Era molto invecchiato. Arrendersi agli odiati bianchi e rinunciare alla sua amata libertà, deve essere stato un duro colpo per il suo orgoglio. Ne soffrì molto. Il 29 luglio una nave trasportò Toro Seduto e la sua gente a Port Yates, all'agenzia di Standing Rock. Dopo essere stato liberato dalla sua prigionia cominciò una lunga faida con il comandante, maggiore McLaughlin, un uomo stupido e vanitoso. Quest'ultimo tentò di sobillare gli altri capi dell'agenzia contro Toro Seduto, ma i suoi intrighi fallirono. Irritato, mandò Toro Seduto fuori dalla riserva ogni volta che se ne presentasse l'occasione. Fu così che Toro Seduto partecipò all'inaugurazione della Northem Pacifìc Railroad, incontrò l'ex presidente Grant e ufficiali dell'esercito americano, contro i quali avevano combattuto fino a poco prima, che però ora gli stringevano amichevolmente la mano e fece l'ultima caccia al bisonte nel 1883. Ma Langhlin aveva ottenuto esattamente il contrario: Toro Seduto non solo non era stato liquidato, ma aveva ottenuto maggiore considerazione e popolarità, tanto da suscitare invidia e gelosia nel capo Fiele, suo compagno di lotta al Little Big Horn. Per evitare i meschini litigi della riserva, Toro Seduto prese parte a viaggi in varie città degli Stati Uniti e del Canada. Tra le altre cose collaborò, nel 1885, allo show di Buffalo Bill sul selvaggio Ovest. Tuttavia la reazione del pubblico americano risentiva ancora della manipolazione dell'opinione pubblica, durata anni, da parte delle autorità e della stampa. Mentre in Canada Toro Seduto veniva festeggiato come l'ideale di generale e di uomo di stato corretto, negli Stati Uniti lo si ingiuriava e oltraggiava spesso come assassino del generale Custer. Toro Seduto che non capiva l'inglese, non ne soffrì molto; impassibile, vendeva autografi per un dollaro e cinquanta e trasformò lo show in un grande successo. Buffalo Bill alla fine della tournée gli regalò un cavallo da circo e un grande cappello bianco, con cui il famoso Sioux si faceva fotografare spesso. Mc Langhlin rimediò un altro insuccesso, mandando per pura cattiveria il famoso capo Sioux nella riserva dei Corvi, i nemici mortali dei Sioux, in Montana. Certo la comparsa di Toro Seduto suscitò all'inizio grande turbamento: Crazy Head, un capo dei Corvi, voleva sfidarlo a duello, ma alla fine i due nemici di sempre si riappacificarono e Crazy Head regalò al suo ospite trenta cavalli di razza. Toro Seduto rimase fedele al suo modo di vivere, nonostante tutti i tentativi destabilizzanti di Mc Langhlin: allevava il bestiame, coltivava i campi, mandava a scuola i suoi figli ed era rimasto il personaggio più rispettato dei Sioux. Nel 1888 riuscì a impedire che si realizzasse il progetto degli Americani di comprare undici milioni di iugeri di terra al prezzo ridicolo di cinquanta cent a iugero. Ma un anno dopo, l'acquisto ebbe comunque luogo. Rassegnato, Toro Seduto concluse: Non vi sono più indiani, sono l'ultimo! Toro Seduto predisse che il Grande Spirito avrebbe abbandonato i Sioux a causa della loro vendita sacrilega. Effettivamente poco dopo i Sioux furono colpiti da carestie e epidemie, tanto che si creò un clima di tale disperazione che favorì la crescita del movimento Ghost-dance Wovokas. Mc Langhlin ne osservò biecamente lo sviluppo, ora infatti aveva un pretesto per arrestare lo scomodo Toro Seduto. Ma, quando si conobbero le sue intenzioni, alcuni poliziotti indiani della riserva presero le distanze: Bill Cody venne in aiuto del suo vecchio amico, persino con un carro pieno di regali, ma fu rimandato indietro da Mc Langhlin con l'espediente di una meschina bugia. Tuttavia queste iniziative ebbero successo, perché Mc Langhlin non avrebbe ora più potuto permettersi di arrestare Toro Seduto. Il 12 dicembre 1890, le macchinazioni di Mc Langhlin portarono ad un ordine di arresto militare; quarantatre poliziotti indiani della riserva si misero in cammino per catturare Toro Seduto ma non riuscirono perché molti Hunkpapa, inviperiti, si schierarono intorno alla casa del loro amato capo.Tre giorni dopo i poliziotti strisciarono fino alla casa di Toro Seduto e tentarono di portarlo subito via, ma arrivarono i suoi amici; ne nacque un tremendo tafferuglio, partirono dei colpi, e Toro Seduto cadde a terra colpito e con lui anche Bull-head, il poliziotto che gli aveva sparato alla schiena. Red Tomahawk colpì ancora il capo ferito. Alla fine delle lotta gli amici più fedeli di Toro Seduto giacevano morti accanto al corpo del loro capo. Suo figlio diciassettenne implorò di essere risparmiato, ma fu ugualmente ucciso, a sangue freddo, dai poliziotti. Non vi è dubbio che l'ordine di arresto nascondesse l'intenzione non dichiarata di uccidere Toro Seduto, in un modo o nell'altro, poiché ritenevano rappresentasse un pericolo costante per la sicurezza. Come molti altri difensori indiani della libertà, anche Toro Seduto cadde per mano di un appartenente al suo stesso popolo. Le spoglie del grande capo Sioux furono sepolte in un angolo del cimitero indiano della riserva di Standing Rock. ![]() NUVOLA ROSSA L'inimicizia di Nuvola Rossa nei confronti dei bianchi era iniziata con la perdita prematura di suo padre, morto a causa di acquavite di cattiva qualità che gli avevano dato i bianchi. Il ragazzo crebbe con suo zio Old Smoke e cominciò presto a prendere parte a spedizioni militari contro i Pawnee, i Corvi e gli Shoshoni. Nel corso di una di queste si dice che riportasse un bottino di due scalpi e che avesse ucciso un guerriero Pawnee a soli quindici anni. Il suo coraggio gli portò grande rispetto nella sua tribù, tanto da superare altri capi che avevano ereditato la loro posizione. Come riconoscimento per il suo valore ricevette il nome del suo defunto padre, mentre in precedenza era conosciuto come Two Arrows. Nel 1851 era stato già stipulato un trattato tra gli Stati Uniti e le tribù delle praterie. Gli indiani avevano concesso la costruzioni di forti e di strade senza tuttavia rinunciare a nessuno dei loro diritti. Tre anni dopo si verificarono i primi scontri tra Sioux e Americani al "Grattan-Massaker" a cui prese parte anche Nuvola Rossa. Anche gli anni seguenti furono contrassegnati da scontri che raggiunsero l'apice nel 1865, quando delle spie comunicarono che un gran numero di soldati si stava dirigendo sul fiume Powder. Nuvola Rossa, il capo degli Cheyenne, Dull Knife e Roman Nose, decisero che era giunto il momento di agire. Stabilirono il quartiere generale a Piatte Bridge per dare una lezione agli invasori: si combatté a Piatte Bridge e gli indiani uscirono vittoriosi e, fiduciosi di essersi procurati un periodo di tranquillità, tornarono indietro. Invece, già nell'agosto 1865, tre colonne militari invasero la regione del fiume Powder guidate dal generale Patrick E. Connor che, nel 1863, era divenuto famoso per l'attacco a un villaggio Paiute in cui erano stati uccisi duecentosettantotto abitanti. In gran fretta Sioux e Cheyenne misero insieme un esercito di cinquecento guerrieri che, al comando di Nuvola Rossa e di Dull Knife, accerchiò una colonna di carri che non apparteneva carovana di Connor. Durante le trattative che seguirono. Nuvola Rossa chiese spiegazione per la presenza di bianchi nella sua terra: fu così che i due capi appresero, con grande sorpresa, che nel nord della regione del fiume Powder, Connor era intenzionato a costruire un forte. La colonna poté proseguire dopo aver consegnato il carico di un carro di viveri, ma i mesi successivi non furono certo tranquilli. Gli indiani chiusero il valico di Bozeman, per vedere fino a che punto sarebbero arrivati gli invasori.Questa situazione risultò nel tempo insostenibile, specie per gli americani. Dopo parecchi tentativi riuscirono a far sedere, innanzitutto Nuvola Rossa, ritenuto il più importante, e molti altri capi, al tavolo delle trattative di Fort Laramie. In quest'occasione Nuvola Rossa rappresentò degnamente quella tradizione indiana di uomini di stato di valore: era alto e la sua figura incuteva rispetto, inoltre non v'era differenza, quanto a modo di esprimersi e di confrontarsi, da un uomo di stato bianco. Si era presentato con molta diffidenza, poiché capiva perfettamente che la costruzione di forti sul valico di Bozeman avrebbe significato l'inizio di una massiccia limitazione dei diritti di caccia e di libertà di movimento degli indiani. Intuitivamente aveva il presentimento che gli americani avrebbero costruito i forti con o senza il consenso degli indiani. Questo brutto presentimento fu in ogni caso superato dalla realtà: all'inizio delle trattative il colonnello Carrington trasferì duemila soldati da Fort Keamey al territorio del fiume Powder, e ne fece poi passare settecento da Fort Laramie, il che rappresentava una rozza trasgressione al regolare svolgimento delle trattative. La maggior parte dei capi, Nuvola Rossa in testa, reagì alla provocazione rompendo immediatamente i negoziati. Vedendo Carrington, Nuvola Rossa era balzato in piedi e, indicando l'aquila d'argento sulla giacca dell'ufficiale, esclamò: Guardate qui: c'è l'aquila bianca che è venuta a rubare una strada nel territorio indiano Il governo aveva raggiunto il suo scopo: fu ancora guerra. I militari cominciarono a costruire Fort Phil Keamey. Nuvola Rossa e i suoi guerrieri si appostarono sulle colline del Wyoming, attendendo il momento più adatto per colpire. Il capitano Fetterman affermava in tono tronfio che avrebbe potuto attraversare il territorio dei Sioux con soli ottanta uomini. Riuscì a trovare un numero sufficiente di persone che la pensavano come lui e che volevano prendere lo scalpo di Nuvola Rossa e quindi partì nonostante tutti gli avvertimenti. Gli indiani, al comando di Nuvola Rossa e del giovane Cavallo Pazzo, non lasciarono scampo al capitano e ai suoi. Questa impresa dissennata passò alla storia con il nome di massacro di Fetterman. Il 30 luglio 1867, fu riunita una commissione per la pace, i cui membri più eminenti erano i generali Sherman e Sanborn. Parecchi capi Sioux accettarono l'invito a partecipare ai negoziati, ma non il più importante, Nuvola Rossa, che fece sapere di non avere tempo e che forse sarebbe venuto l'estate successiva. Seppure indispettita, alla commissione non rimase altro da fare che presentare una nuova proposta in cui si offriva ai Sioux un territorio protetto che si estendeva dal confine nord dello stato del Nebraska fino al 46° grado di latitudine, e fino al Missouri a est, e fino al 104° grado di longitudine. Questo territorio avrebbe dovuto appartenere ufficialmente agli Indiani e nessun bianco avrebbe potuto attraversarlo senza permesso degli Indiani. Inoltre gli USA si impegnavano, dopo la stipula del trattato, a cedere tutti i presidi militari in tutto il territorio. Mentre, fino al 1° giugno, cento capi indiani e importanti guerrieri avevano approvato e sottoscritto il trattato, Nuvola Rossa si rifiutava di farlo, finché non fossero stati evacuati tutti i forti nella zona del fiume Powder e chiuse le strade. A fine agosto le truppe americane uscirono dai forti e Nuvola Rossa diede alle fiamme le installazioni militari. Rimandò però la firma dell'accordo a dopo la chiusura della caccia autunnale. Il 6 novembre 1868, a Fort Laramie, il capo indiano firmò finalmente il contratto, che fu ratificato dal senato americano il 16 febbraio dell'anno seguente e promulgato otto giorni dopo dal presidente Johnson. Nuvola Rossa è quindi l'unico capo degli altopiani che fu capace di vincere una guerra contro gli USA. Il capo tuttavia era un politico troppo intelligente per non sapere che questa battaglia non sarebbe stata definitiva. Dopo aver sottoscritto il trattato, Nuvola Rossa si attenne scrupolosamente a quanto stabilito e, nonostante tutte le violazioni degli americani, mantenne la pace. Quando nel 1870 vi furono disordini, causati dalla notizia di una sanguinosa carneficina in Montana, dove l'esercito aveva massacrato gli abitanti di un villaggio dei Blackfeet, il Commissario per gli Affari indiani Ely Parker invitò Nuvola Rossa e il capo dei Brulé, Coda Maculata, a Washington. Entrambi i capi accettarono l'invito e, nel corso delle trattative, Nuvola Rossa rivolse queste parole a Ely Parker: Da alla mia gente la polvere e le munizioni che ti abbiamo chiesto. Noi siamo pochi, voi un grande e potente popolo. Mi serve soltanto il necessario perché la mia gente possa andare a caccia. Tutto ciò che il Grande Spirito ha creato nel mio paese è selvaggio e deve essere cacciato. Non è come da voi, che potete andare a prendere ciò che vi serve. Ho occhi e vedo che i bianchi allevano bestiame: so che fra qualche anno potremmo anche noi fare altrettanto e lo ritengo giusto. Quando Nuvola Rossa ricevette il trattato sottoscritto a Fort Laramie, interpretato dal Ministro per gli Interni, comprese che lui e il suo popolo erano stati imbrogliati. Furioso, dichiarò di non riconoscere quell'accordo e che di conseguenza non lo avrebbe rispettato: Non ho detto che tutti i membri della commissione hanno mentito, sono stati gli interpreti che hanno tradotto male. Quando i soldati hanno lasciato il forte ho firmato un trattato, ma non si tratta di questo trattato. Questa faccenda va chiarita. Queste carte contengono solo bugie. Usando tutte le sue capacità diplomatiche, Ely Parker riuscì a risolvere il problema. Il contratto fu riscritto e Nuvola Rossa ottenne ancora una vittoria. Negli anni successivi Nuvola Rossa rimase nell'ombra e, nonostante i suoi tentassero più volte di convincerlo, si rifiutò di prender parte agli scontri del 1876. Da tempo si era convinto che non vi fossero possibilità per il suo popolo di impedire l'espansione dei bianchi e la conquista da parte loro delle Black Hills, montagne sacre del popolo Sioux. Si adattò alle inevitabili cessioni di terreno, per evitare una nuova guerra alla sua gente. Anche per quanto riguarda l'insurrezione dei Sioux del 1890/91, il grande capo, che era nel frattempo divenuto quasi cieco, si mantenne neutrale, anzi minacciò di schierarsi contro gli insorti. Il suo comportamento coerente nel corso di tutti questi anni gli valse spesso l'odio e il disprezzo dei suoi compagni di lotta di un tempo. La malcelata gelosia di Nuvola Rossa per i capi più giovani e di successo, approfondì le divergenze. Dopo essersi conquistato la fiducia del professor Marsh, uno studioso che cercava fossili nelle praterie, intraprese con lui un viaggio nell'Est e visitò tra l'altro Washington, New Haven e il Connecticut. Durante questo viaggio riportò l'attenzione del pubblico ancora sui problemi dei Sioux, trovando comprensione e gente disponibile ad aiutare. Il vecchio capo, debole e cieco, trascorse i suoi ultimi anni nella casa che il governo gli aveva messo a disposizione nella riserva di Pine Ridge. Si convertì alla religione cattolica romana e quando scomparve, nel 1909, fu sepolto nel cimitero della missione di Holy Rosary. Dopo che Nuvola Rossa si era ritirato in una riserva e non si occupava più di politica, gli Americani si trovarono di fronte due nuovi temibili nemici, Toro Seduto e Cavallo Pazzo che, con la loro volontà di ferro e il loro genio strategico, sarebbero in seguito riusciti ad infliggere all'esercito americano - al Little Big Horn - la più amara sconfitta del XIX secolo Lettera di Capo Seathl agli Stati Uniti d'America Oltre centocinquantacinque anni fa, il Governo degli Stati Uniti fece pressione su Capo Seathl e la sua tribù di nativi americani allo scopo di acquistare i territori del Puget Sound, dove loro vivevano e cacciavano: due milioni di acri e uno stile di vita in cambio di 150 mila dollari e di una riserva entro la quale il Governo degli Stati Uniti si impegnava a mantenere la tribù. Capo Seathl rispose con un discorso che dipinge con graffiante efficacia la società urbana degli Stati Uniti nel 1850 e delineava un pauroso ritratto del nostro paese e del resto del mondo come lo vediamo oggi. «Il Grande Capo ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra. Il Grande Capo ci manda anche parole di amicizia e di buona volontà, e e questo è gentile da parte sua, visto che ha ben poco bisogno della nostra amicizia. Prenderemo in considerazione la proposta perché sappiamo che, se non vendiamo la terra, l'uomo bianco potrebbe prendersela con il fucile. Come si possono comprare il cielo e il calore della terra? Per noi è un' idea strana. Se non possediamo la freschezza dell'aria e lo scintillio dell'acqua, come possiamo acquistarli? I morti dell'uomo bianco dimenticano la terra dove sono nati quando vanno a camminare fra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai questa magnifica terra, perché essa è parte dell'uomo rosso. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono le nostre sorelle; il cervo, il cavallo, la grande aquila...questi sono i nostri fratelli. Le creste rocciose, gli umori dei prati, il calore dei pony e l'uomo...appartengono tutti alla medesima famiglia. Così, quando il Grande Capo a Washington manda a dire che vuole comprare la nostra terra, chiede molto. Il Grande Capo manda a dire anche che ci farà riservare un posto dove potremo vivere comodamente fra di noi, egli sarà nostro padre e noi i suoi figli. Prenderemo in considerazione la vostra offerta. Ma non sarà facile, perché questa terra ci è sacra Qui e ora faccio di questa la prima condizione...che non ci venga negato il privilegio di recarci a visitare, indisturbati, le tombe degli antenati, degli amici e dei figli. L'acqua scintillante che scorre nei fiumi e nei torrenti non è semplice acqua, ma il sangue dei nostri antenati. Se vi vendiamo la terra, dovete ricordare che è sacra, dovete insegnare ai vostri figli che è sacra e che ogni pallido riflesso nell'acqua limpida dei suoi laghi racconta gli eventi e le memorie della vita della mia gente. Il mormorio dell'acqua è la voce del padre di mio padre. I fiumi sono nostri fratelli; essi spengono la nostra sete. I fiumi trasportano le nostre canoe e nutrono i nostri bambini. Se vi vendiamo la nostra terra, dovete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono nostri fratelli...e vostri; dovete quindi trattare i fiumi con la gentilezza che avreste per un fratello. L'uomo rosso è sempre fuggito davanti all'uomo bianco, come la mutevole bruma dei monti fugge davanti al bagliore del sole. Ma le ceneri dei nostri padri sono sacre. Le loro tombe sono suolo consacrato e allo stesso modo si sono sacri queste colline, questi alberi, questa porzione di terra. "Noi sappiamo che l'uomo bianco non capisce il nostro modo di sentire. Per lui un pezzo di terra è uguale all'altro, perché egli è uno straniero che viene nella notte e prende dalla terra quello di cui ha bisogno. La terra non è suo fratello, ma il suo nemico e, dopo averla conquistata, la abbandona. L'uomo bianco si lascia dietro le tombe dei suoi padri e non se ne cura. Ruba la terra ai suoi figli e non se cura. La tomba del padre e il diritto di nascita del figlio vengono dimenticati. Egli tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, alla stregua di cose da comprare, saccheggiare e vendere, come pecore e perline luccicanti. La sua fame divora la terra e la rende un deserto. Io non so. Il nostro modo di sentire è diverso dal vostro. La vista delle vostre città ferisce gli occhi dell'uomo rosso. Ma, forse, l'uomo rosso è un selvaggio e non capisce. Nelle città dell'uomo bianco non c'è un posto tranquillo, un posto dove ascoltare le foglie che si dischiudono in primavera e il frinire delle ali di un insetto. Ma, forse, è perché sono un selvaggio e non capisco. Il frastuono delle vostre città ferisce le nostre orecchie. Cosa rimane della vita di un uomo se non può ascoltare il richiamo solitario del succiacapre o le discussioni notturne delle rane attorno a uno stagno? Io sono un uomo rosso e non capisco. Gli indiani preferiscono il soffice sospiro del vento sulla superficie dello stagno e l'odore di quel vento, lavato dalla pioggia di mezzogiorno o profumato dalla resina dei pini. Per l' uomo rosso l'aria è preziosa, perché tutte le cose dividono il medesimo respiro; l'animale, l'albero, l'uomo...dividono tutti lo stesso respiro. L'uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira. Come l'uomo che agonizza, non si accorge del proprio fetore. Ma se vi vendiamo la nostra terra, dovete ricordare che per noi l'aria è preziosa, che lo spirito dell'aria è lo stesso della vita che essa sostiene. Il vento che ha dato a mio nonno il primo respiro ha raccolto anche il suo ultimo sospiro. E se vi vendiamo la nostra terra, dovete mantenerla separata e sacra, un posto dove persino l'uomo bianco possa assaporare la brezza addolcita dalla fragranza dei fiori. Prenderemo in considerazione la vostra proposta di acquistare la nostra terra. Se decideremo di accettarla, io porrò un'altra condizione: l'uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli. Io sono un selvaggio e non capisco nessun altro modo di vivere. Ho visto i bufali marcire a migliaia nelle praterie, uccisi dall'uomo bianco che passava sul treno. Io sono un selvaggio e non capisco come il cavallo di ferro fumante possa essere più importante del bufalo che noi uccidiamo solo per sopravvivere. Cos'è l'uomo senza gli animali? Se tutti gli animali sparissero, l'uomo morrebbe di una grande solitudine dello spirito. Perché tutto quello che accade agli animali presto accade all'uomo. Tutte le cose sono collegate. Dovete insegnare ai vostri bambini che il terreno sul quale camminiamo è formato dalle ceneri dei vostri nonni. Affinché rispettino la terra, dite loro che è ricca delle vite della vostra gente. Insegnate ai vostri bambini quel che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è la nostra madre. Quel che avviene alla terra, avviene ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su loro stessi. Questo noi lo sappiamo: non è la terra che appartiene all'uomo, ma l'uomo alla terra. Questo lo sappiamo. Tutte le cose sono collegate, some il sangue che unisce i membri di una stessa famiglia. Tutte le cose sono collegate. Quel che avviene alla terra, avviene ai figli della terra. L'uomo non tesse la sua trama della vita, ne è semplicemente uno dei fili. Qualsiasi cosa fa alla tela, la fa a se stesso. Ma noi prenderemo in seria considerazione l'offerta di andare nella riserva che avete pronta per la mia gente. Vivremo separati e in pace. Ha poco importanza dove trascorrere i giorni che ci restano: non sono molti. I nostri figli hanno visto i loro padri umiliati nella sconfitta. I nostri guerrieri hanno conosciuto la vergogna, e da dopo la sconfitta trascorrono le giornate nella pigrizia, ubriacandosi. Ancora qualche ora, ancora qualche inverno e nessuno dei bambini delle grandi tribù, che un tempo abitavano questa vasta terra e che ora si aggirano in piccole bande fra i boschi, sarà lasciato a piangere sulle tombe di una gente una volta potente e piena di speranza come la vostra. Ma perché dovrei addolorarmi per la scomparsa della mia gente? Le tribù sono fatte di individui, e non sono di loro migliori. Gli uomini vengono e vanno, come onde del mare. E l'ordine della Natura. Perfino l'uomo bianco, che ha parlato e camminato a fianco del suo Dio come amico, non può essere esentato da questo destino. Potremmo essere fratelli, dopotutto. Staremo a vedere. Una cosa sappiamo, che forse un giorno l'uomo bianco scoprirà...il nostro Dio è lo stesso Dio. Ora voi pensate di possederlo, come volete possedere la nostra terra, ma non potete. Egli è il Dio degli uomini, e la sua compassione è uguale per l'uomo rosso e per l'uomo bianco. Questa terra gli è preziosa e offendere la terra significa mancare di rispetto al suo Creatore. Anche i bianchi passeranno; forse prima di tutte le altre tribù. Contamina il tuo letto e una notte soffocherai nei tuoi stessi rifiuti. Ma nel vostro perire, scintillerete vivamente, infiammati dalla forza del Dio che vi ha portati qui e, per qualche speciale motivo, vi ha dato dominio su questa terra e sull'uomo rosso. Un destino che ci è misterioso, perché noi non comprendiamo tutti i bufali uccisi, i cavalli selvaggi domati, gli angoli segreti delle foreste pieni dell'odore di molti uomini e il profilo delle fertili colline deturpato dai fili parlanti. Dov'è il boschetto? Sparito. Dov'è l'aquila? Sparita. La fine della vita e l'inizio della sopravvivenza. Così prenderemo in considerazione la vostra offerta di comprare la nostra terra. Se acconsentiremo, sarà solo per assicurarci la riserva che promettete. Là, forse, potremo finire di vivere i nostri brevi giorni come desideriamo. Quando l'ultimo uomo rosso se ne sarà andato dalla faccia della terra, quando la sua memoria fra gli uomini bianchi sarà diventata un mito, queste riserve brulicheranno degli invisibili morti della mia tribù. Loro amano questa terra come un neonato ama il battito del cuore della madre. L'uomo bianco non sarà mai solo. fate che sia giusto e gentile nel trattare la mia gente, perché i morti no sono privi di potere. Morti ho detto? La morte non esiste. Solo un cambiamento di mondi! Se vi venderemo la nostra terra, amatela come noi l'abbiamo amata. Curatela come noi l'abbiamo curata. Conservate nella mente il ricordo di questa terra, così com'è, quando la prenderete. E con tutta la vostra forza, con tutta la vostra mente, con tutto il vostro cuore, preservatela per i vostri bambini e amatela...come Dio ama noi. Una cosa sappiamo: il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra Gli è preziosa» March 28 UN GRANDE GUERRIERO*Geronimo* ![]() Preghiera al risveglio Svegliati! Svegliati! La terra ti sorride. Svegliati,e stà pronto al giorno che comincia. La madre della vita ti sta chiamando, ti saluta, dunque svegliati, non indugiare più. Potente Sole, dacci la luce perchè ci guidi, perchè ci aiuti. Guarda come sorge, guarda come la terra ne risplende, e come gode lo spirito al petto, ascoltando la musica del Sole. Svegliati! Svegliati! La terra ti sorride. Svegliati,e stà pronto al giorno che comincia. La madre della vita ti sta chiamando, ti saluta, e allora...forza, Svegliati! * canto apache * Il Tempo è giunto Terra da giallo orizzonte verso di Te cammino, giunto alla tarda età, in cerca della notte. Un tempo danzavo assieme al Fanciullo dell’Alba in una terra tutta bianca. Danzando, Egli è sparito ad occidente, trovando il suo riposo. Lo stesso faccio io, Giallo Orizzonte, verso di te avanzando. * Navaho * ![]() Io sono la voce indiana voglio che mi sentano in tutti i territori. Da duecento anni sono prigioniero di guerra nella mia terra. Sono prigioniero dell'odio e dell'avidità, della menzogna e del pregiudizio, dell'indifferenza e dell'ignoranza, dell'ingiustizia degli uomini che schiacciarono con la forza del loro numero me e il mio popolo, da quando scesero sulle mie spiagge e invasero la mia terra nativa. Imposero a me la loro società,la loro religione,le loro leggi, ed è per questo che la mia gente ora è ridotta a meno di quanto era, quando con false promesse vennero per la prima volta sulle nostre spiagge. Io sono la voce indiana collettiva e grido forte dalle milioni di tombe di spiriti senza pace e milioni sono le grida che si alzano e chiedono: Dov'è il mio futuro? A chi appartiene? Ci sarà felicità sulla terra che per diritto è mia?. ![]() * Grande Spirito * ![]() Padre nostro che sei in cielo creatore della terra e dell'acqua di tutte le creature grandi e piccole dona al tuo figlio la forza,il coraggio la fede per difendere e servire il tuo popolo. *Cavallo pazzo * ![]() Io sono nuvola rossa, Fà che la freccia March 09 UN GRANDE GUERRIERO"Geronimo"Rito di purificazione dell'eroe dopo la battaglia. ![]() Luna nuova La luna nuova,una canoa,una piccola canoa d'argento, naviga e naviga fra gli indiani dell'ovest. Un cerchio di volpi argentate, una nebbia di volpi argentate, stanno e stanno intorno alla luna indiana. Una stella gialla per un corridore, e liti di stelle azzurre per molti corridori,mantengono una linea di sentinelle. O volpi, luna nuova,corridori,voi siete la sella della memoria, bianco fuoco che scrive questa notte i sogni dell'Uomo Rosso. Chi siede, con le gambe incrociate e le braccia piegate, guardando la luna e i volti delle stelle dell'ovest? Chi sono i fantasmi della valle del Mississippi, con le fronti di rame, che cavalcano robusti pony nella notte? Senza briglie le braccia sui colli dei pony, cavalcando nella notte, un lungo, antico sentiero? Perchè essi ritornano sempre quando, quando le volpi argentate siedono intorno alla luna nuova, un bimbo d'argento, nell'occidente indiano? February 02 UN GRANDE GUERRIERO"Geronimo" A che cosa ci serve il tempo? Alllora nei tempi antichi, non avevamo mai bisogno. Noi ci orientavamo secondo il sorgere e il calar del sole. Non dovevamo mai affrettarci. Non avevamo mai bisogno di guardare l'orologio. Non dovevamo essere al lavoro ad una determinata ora. Noi facevamo quello che doveva essere fatto, quando per noi era opportuno. Ma noi stavamo attenti a farlo, prima che il giorno si svolgesse al termine. Noi avevamo più tempo, poichè il giorno era ancora intatto. *Scott Eagle-11 anni* Io voglio molto bene al lupo, poichè è il migliore amico del nostro popolo; oltre a ciò egli ulula alla luna e per questo motivo ci dona gioia. Mi piace,come lui parla con noi. Il lupo è realmente il nostro migliore fratello. Egli ulula di notte, e noi gioiamo di questo. Fa un bel suono. Nel modo in cui egli ulula. Mi-gwetch. *Eddie Jaye Benton-9 anni* Danzo al chiaro di luna e odo il battere dei tamburi. I campanelli alle mie gambe risuonano come stelle ammiccanti. Le penne stormiscono come i venti che turbinano sulla Prateria. Le voci dei cantori, là vicino al tamburo, assomigliano al tuono. Io danzo sulle nuvole. *Amerigo Martinez-11 anni* January 21 UN GRANDE GUERRIERO"Geronimo"Le voci che fanno bene la Terra Voce lassù, voce del Tuono, parla dal nero di nubi. Voce laggiù, voce del Grillo, parla dal verde dell'erba. Possa così esser bella la terra. * Navajo * ![]() Si insegnava ai bambini a restare seduti immobili e a prenderci gusto. Si insegnava loro a sviluppare l'olfatto, a guardare là dove, apparentemente, non c'era nulla da vedere, e ad ascoltare con attenzione là dove tutto sembrava calmo. Un bambino che non può stare seduto senza muoversi è un bambino sviluppato a metà. Noi respingevamo un comportamento esagerato ed esibizionista poiché lo giudicavamo falso. Un uomo che parlava senza pause era considerato maleducato e distratto. Un discorso non veniva mai iniziato precipitosamente né portato avanti frettolosamente. Nessuno poneva una domanda in modo avventato anche se fosse stata molto importante. Nessuno era obbligato a dare una risposta. Il modo cortese di iniziare un discorso era di dedicare un momento di silenzio a una riflessione comune. Anche durante i discorsi facevamo attenzione a ogni pausa, nella quale l'interlocutore rifletteva. Per i Dakota, il silenzio era eloquente. Nella disgrazia come nel dolore, nei torbidi momenti della malattia e della morte, il silenzio era prova di stima e di rispetto. Era così quando ci capitava qualcosa di grande e degno di ammirazione. *Orso in Piedi * ![]() Un giorno le montagne si alzeranno Si leveranno dalla grande madre al grande padre Lo so oh mia montagna.. guardandoti Vedendo disegnato tra le tue cime il volto di colui che fu prima di me Il grande Indiano Il cui viso è sciupato dal dolore È sorella luna a dargli luce col suo pallido bagliore A fare echeggiare la sua voce nelle notti in cui sorge Come l'aquila che dalle vette apre le sue ali E.. libera vento Porta pioggia per dissetare Un popolo arso di pace Vendetta contro un rosso sangue Uguale al sangue rosso dell'uomo padrone. Senti come vibrano di dolore i canti di libertà Vite spezzate per una colpa mai commessa Volerà di nuovo la grande aquila Verso un sole che volge al tramonto Per annunciare che la notte… ….La notte passerà veloce Scandita dall'ululato del grande lupo grigio E domani.. sarà il giorno dell'amore "Amico bianco" riponi il tuo bastone tonante Le nostre guerre sono di paglia Le tue di piombo ed uccidono I nostri bastoni sono di legno ma tuoneranno più forte delle tue bombe... Perché la pace che hai sepolto... Domani rinascerà …Come le montagne * Nagila * January 16 UN GRANDE GUERRIERO"Geronimo" Il massacro di Wounded Knee 1890 Era quasi il crepuscolo quando la colonna avanzò lentamente sull’ultima altura e cominciò a scendere il pendio, verso Chankpe Opi Wakpala, il torrente chiamato Wounded Knee. L’oscurità invernale e i minuscoli cristalli di ghiaccio che danzavano nella luce morente davano una nota soprannaturale al paesaggio melanconico. In qualche luogo segreto lungo quel corso d’acqua ghiacciato giaceva il cuore di Cavallo Pazzo e i Danzatori degli Spettri credevano che il suo spinto disincarnato attendesse con impazienza la nuova, terra che sarebbe certamente venuta con la prima erba verde di primavera. Nell’accampamento della cavalleria sul torrente Wounded Knee, gli indiani furono fermati e contati accuratamente. Vi erano 120 uomini e 230 donne e bambini. A causa della crescente oscurità, il maggiore Whitside decise di attendere il mattino per disarmare i suoi prigionieri. Egli assegnò loro per accamparsi un’area a sud nelle immediate vicinanze del campo militare, distribuì loro razioni e poiché scarseggiavano i rivestimenti dei tepee, fornì loro diverse tende. Whitside ordinò che venisse messa una stufa nella tenda di Piede Grosso e mandò un chirurgo del reggimento a curare il capo malato. Per essere sicuro che nessuno dei prigionieri fuggisse, il maggiore mise di guardia due squadroni di cavalleria intorno ai tepee dei Sioux e poi piazzò i suoi due Hotchkiss in cima a un’altura che dominava l’accampamento. Questi cannoni scanalati, che potevano lanciare cariche esplosive a più di due miglia, furono messi in posizione tale da colpire le tende degli indiani da un capo all’altro dell’accampamento. Più tardi, in quella notte di dicembre, il resto del 7° reggimento marciò da est e bivaccò a nord degli squadroni di Whitside. Il colonnello James W. Forsyth, comandante dell’ex reggimento di Custer, prese ora il comando delle operazioni» Informò Whitside che aveva ricevuto ordine di mettere la banda di Piede Grosso su un treno della Union Pacific Railroad e di portarla in una prigione militare di Omaha. Dopo aver piazzato altri due cannoni Hotchkiss sul pendio accanto agli altri, Forsyth e i suoi ufficiali si accinsero a trascorrere la notte con un barilotto di whiskey per festeggiare la cattura di Piede Grosso. Il capo si trovava nella sua tenda, troppo ammalato per dormire, in grado appena di respirare. Perfino con le loro protettive Camicie degli Spettri e la loro fede nelle profezie del nuovo Messia, i Miniconjou avevano paura dei soldati a cavallo accampati intorno a loro. Quattordici anni prima, sul Little Bighorn, alcuni di questi guerrieri avevano contribuito alla sconfitta di alcuni di questi capi soldati – Moylan, Varnum, Wallace, Godfrey, Edgerly – e gli indiani si domandavano se nei loro cuori vi era ancora un desiderio di vendetta. «II mattino seguente sentii uno squillo di tromba» disse Wasumaza, uno dei guerrieri di Piede Grosso che alcuni anni dopo cambiò il suo nome con quello di Dewey Beard. «Poi vidi i soldati che montavano a cavallo e ci circondavano. Fu annunciato che tutti gli uomini dovevano venire al centro del campo per un colloquio e che dopo il colloquio dovevano andare nell’agenzia di Pine Ridge. Piede Grosso fu portato fuori dal suo tepee e sedette davanti alla sua tenda e gli uomini più anziani si riunirono intorno a lui e si sedettero proprio vicino a lui al centro.» Dopo aver distribuito le gallette per la colazione, il colonnello Forsyth informò gli indiani che ora dovevano essere disarmati. «Chiesero i fucili e le armi,» disse Lancia Bianca «così tutti noi consegnammo i fucili e li ammonticchiammo al centro.» I capi dei soldati non erano soddisfatti del numero delle armi consegnate e così mandarono squadroni di soldati a perquisire i tepee. «Entrarono nelle tende e uscirono con fagotti e li strapparono per aprirli» disse Cane Capo. «Presero le scuri, i coltelli e i pali delle tende e li ammonticchiarono vicino ai fucili.» Non ancora soddisfatti, i capi dei soldati ordinarono ai guerrieri di togliersi le coperte di dosso e di sottoporsi a una perquisizione. I volti degli indiani esprimevano tutta la loro rabbia, ma solo lo stregone, Uccello Giallo, protestò apertamente. Accennò pochi passi della Danza degli Spettri, e intonò un canto sacro, assicurando i guerrieri che le pallottole dei soldati non avrebbero forato i loro indumenti sacri. «Le pallottole non andranno verso di voi» egli cantò in Sioux. «La prateria è grande e le pallottole non andranno verso di voi.» I soldati di cavalleria trovarono solo due fucili, uno dei quali era un Winchester nuovo che apparteneva a un giovane Miniconjou di nome Coyote Nero. Coyote Nero sollevò il Winchester sopra la testa gridando che aveva pagato molto denaro per il fucile e che apparteneva a lui. Alcuni anni dopo Dewey Beard ricordò che Coyote Nero era sordo. «Se lo avessero lasciato solo egli sarebbe andato a deporre il fucile nel posto indicato. Essi invece lo afferrarono e lo spinsero in direzione est. Egli non si preoccupò nemmeno allora. Il suo fucile non era puntato su nessuno. La sua intenzione era di mettere giù quel fucile. Essi si fecero avanti e afferrarono il fucile che egli si stava accingendo a deporre. Lo avevano appena circondato quando si udì un colpo di fucile abbastanza forte. Non saprei dire se qualcuno fu colpito, ma dopo quel colpo ci fu un gran fracasso.» « Quel rumore assomigliava molto al suo suono della t | ||||||||||||||